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Vittima per i sacerdoti PDF Stampa Email

Don Bertetto S.D.B.
Suor Teresina di Gesù Obbediente nel fiore dei suoi anni più belli, 17 anni, felice ed esultante  entra il 16 ottobre 1924 nell'Eremo di Eboli tra le figlie di S. Benedetto, per offrire tutta la sua vita al Signore.
Eccola nel suo abito di postulante, con il viso ancora acerbo per la giovane età, con i grandi occhi pensosi in cui brilla una singolare luce interiore, che sa di profondità arcane, china sul telaio ad eseguire attentamente il suo ricamo.
Accanto alle sue figliuole spirituali spesso si ferma a lavorare la Madre Maestra, Donna Caterina Maria Procacitto, anima profondamente contemplativa, volata al Cielo nel 1965, in fama di santità.
Un giorno la buona Madre Maestra è, come al solito, in mezzo a loro. Si trattiene un poco più da vicino a Teresina che le confida di volersi offrire vittima per i sacerdoti. Stupore di un'altra postulante, che sente, ma non comprende il significato di quella parola misteriosa. La sua offerta di vittima è stata accolta e non passano cinque mesi che la sofferenza irrompe improvvisa nell'esuberante vitalità della giovinezza di Teresina. È la svolta della sua vita di consacrata al Divino Crocifisso. D'ora in poi Teresina, la vivace fanciulla di Polla, dal fisico sano e robusto, che, al dire concorde di vari testimoni, "aveva salute da vendere", viene pian piano avviata sulla via del Calvario, dove, in brevissimo tempo, sarà distesa sulla nuda Croce, per consumare in un supremo atto di amore, in unione con lo Sposo, la sua giovanissima esistenza.
Ecco infatti apparire spaventosa l'ombra della malattia, e l'incredibile tornare in famiglia che si ripete per tre volte.
Passata tra le Suore del S. Costato e poi con Madre Liliana, la vita di Teresina sarà tutta una Via Crucis, con varie stazioni, che la porteranno alla suprema immolazione del 5 marzo 1940.
Ma non bisogna mai dimenticare che quella immolazione ha una suprema finalità: i Sacerdoti, così come Gesù, che si è sacrificato anzitutto per i suoi apostoli e per i loro continuatori (cf. Gv 17, 19).
Pensa Suor Teresina a ricordarcelo spesso. "Ogni mia goccia di sangue, Sposo mio diletto, sia un rubino incastonato nel calice che stringe ogni mattina, fra le mani. Il Tuo bianco Ministro, immergila nel Tuo Sangue purissimo e offrila con Te, Martire divino, al Padre, per la santificazione dei Tuoi amici".
"O Gesù, sono tutta tua, voglio consumarmi tutta per i miei fratelli sacerdoti e per la Chiesa: lascia che la mia offerta sia nota solo a Te, che nessuno sappia mai quanto ha sofferto questa piccola anima; che le mie offerte giornaliere siano condite di sangue; che chiuda la mia vita in un supremo olocausto, perché tante e tante anime tornino a Te, perché un risveglio religioso si abbia nel mondo".
"Soffro, soffro tanto, o mio Gesù, ma Tu non preoccuparti di addolcire le mie sofferenze, di lenire i miei dolori... Incalza sempre più con le tue carezze e fa che l'offerta della mia vita, consumata nell'amore, nel dolore, valga a rendere sempre più feconda l'eroica missione dei bianchi ministri, che, desiderosi solo di far conoscere al mondo il tuo amore s’immolano sull'altare con Te, Cristo, Ostia e Vittima".
Con ragione S. Ecc. Mons. Pollio, Arcivescovo di Salerno, scrive, dopo la lettura della Biografia di Lei: "Suor Teresina mi è apparsa come un'eroina di carità, come una colonna incrollabile dalla fede ardente, un'atleta di Cristo nella sofferenza, pronta a seguire Gesù,  lo Sposo, scelto con un voto di vittima a soli 15 anni di età, fino alle vette insanguinate del Calvario".
Per questo i seminaristi e i sacerdoti guardano a lei con soprannaturale simpatia, appena viene loro presentata, perché sanno che hanno diritto all'applicazione dei suoi meriti; essa ha sofferto per loro, è morta per loro, perché li ha amati.
Ne ho fatto l'esperienza il 29 e 30 maggio 1979, parlando di Suor Teresina al clero di Teggiano e di Policastro, alla presenza di S. Ecc. Mons. Altomare e S. Ecc. Mons. Pezzullo.
Voglia la Regina dei Gigli che l'astro di Suor Teresina brilli sempre più nel cielo della Chiesa, affinché sia luce e guida anche dei cuori sacerdotali, per i quali continua la Sua intercessione celeste.

 

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