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Sr. Teresina: Un messaggio per il nostro tempo PDF Stampa Email

P. Luca M. De Rosa, OFM  Postulatore Generale.
È stato il compianto Cardinale Anastasio Ballestrero ad affermare che “i Santi nascono per non morire”. “La loro avventura nel tempo – direbbe ancora il celebre biblista Mons. Salvatore Garofalo – è stata sempre e soltanto un’avventura di verità e di grazia che valica i secoli senza perdere significato, eloquenza ed esemplarità”.


Il giorno stesso della morte dei Santi è chiamato, fin dai primi secoli del Cristianesimo, “dies natalis”, perché celebra non un evento di morte ma la “nascita” alla gloria di coloro che, partecipi del mistero pasquale di Cristo, sono considerati dalla Chiesa come i “viventi” o fratelli gloriosi nella fede”, e costituiscono un dono di Dio per la vita e per la missione della Chiesa stessa.
Facendo memoria, allora, del dies natalis (5 marzo 1940) della Serva di Dio Suor Teresina di Gesù Obbediente, noi ne avvertiamo la costante presenza sul nostro cammino, credendo fermamente a quanto ci insegna il Concilio Vaticano II che “l’unione di coloro che sono in cammino con i fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunione dei beni spirituali” (LG, 49).
Usando un’altra immagine, potremmo dire che i Santi sono l’eterna primavera dello Spirito. Lo affermava con forza il Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1994, alla presenza di tutti i Cardinali del mondo: “…il grande numero di beatificazioni rispecchia vividamente l’azione dello Spirito Santo e la vitalità che da Lui scaturisce nel campo più essenziale per la Chiesa, quello della santità”.
Finché ci sarà un santo, che è nel tempo “segno” della presenza santificatrice dello Spirito “che dà la vita” (Gv 6,63), potremo allora avere la certezza che Dio cammina con noi, svelandoci il volto della sua misericordia in queste creature straordinarie che sono i santi, nei quali Egli continua ad accompagnare nella speranza il nostro cammino.
I Santi, inoltre, costituiscono, pur nella diversità dei loro comportamenti e delle loro opere, un singolare “messaggio” di vita, che risponde alle attese del tempo in cui viviamo, per aiutarci a tradurre il divino nell’umano, l’eterno nel tempo, in coerente fedeltà al nostro Battesimo.
La Serva di Dio Suor Teresina di Gesù Obbediente è tutto questo. Ella porta nel nome stesso il suo “messaggio”, che è invito a seguire il Maestro divino nella fedeltà generosa al suo Vangelo.
Non ha detto forse il Signore: “ Se il chicco di grano caduto in terra non muore, resta solo; ma se muore, produce molto frutto” (Gv. 12,24) ?
Suor Teresina si è fatta “chicco di grano” per diventare vita per i fratelli. Ella si è donata per i sacerdoti, diventando con Gesù “vittima pura, santa, immacolata”, dono d’amore cioè e di speranza, a imitazione del suo Sposo divino.
Ad una società lacerata dall’egoismo e dalla violenza più sfrenata, la piccola Suor Teresina reca oggi un messaggio fatto di solidarietà, di condivisione di ciò che si è, di restituzione ai fratelli di quanto ognuno di noi ha ricevuto da Dio. Un messaggio di bontà e di vera fraternità, che scaturisce da un’anima pienamente nascosta nel cuore di Dio e assetata del suo amore.
Un messaggio fatto di coerenza e di fedeltà e dal quale scaturisce una gioia indicibile, anch’essa frutto dello Spirito che ha plasmato Suor Teresina, rendendola conforme a Cristo Signore (cf Rm 8, 29).
Se è vero, come è vero, che “oggi abbiamo grandissimo bisogno di santi” e che dobbiamo implorarli da Dio con assiduità (cf VC, 35), possiamo allora essere convinti che la piccola Suora di Polla è la risposta di Colui che è infinitamente santo alle nostre attese.
Nella Serva di Dio Suor Teresina di Gesù Obbediente la Chiesa e l’umanità trovano un’ulteriore conferma non solo della multiforme sapienza di Dio, a noi rivelata anche nella svariata fioritura di santità, ma della sua iniziativa che, con la mirabile varietà di carismi e di forme di santità adeguate alle diverse esigenze degli uomini di tutti i tempi, Dio continua a riportare l’uomo alla santità della sua prima origine, facendogli pregustare nella fedeltà di coloro che sono giunti alla perfezione dell’amore, l’incanto di grazia che a lui prepara nel mondo rinnovato dalla Pasqua del suo Figlio divino!

 

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